
UN ANTICO BORGO TRA AMIATA,
VAL D'ORCIA E CRETE SENESI
VAL D'ORCIA E CRETE SENESI
Ai piedi del Monte Civitella e dei suoi boschi sorge Castell’Azzara, la sentinella sud-orientale dell’Amiata, che sembra dovere il nome al fatto di essere stata vinta ai dadi (a zara) da Bonifacio degli Aldobrandeschi. Dante nel Purgatorio sembra quasi descrivere l’incredulità di chi perse un castello in questo modo nella terzina d’apertura del VI canto: Quando si parte il gioco de la Zara / colui che perde sì riman dolente / repetendo le volte, e tristo impara. Comunque sia arrivata tra i possedimenti aldobrandeschi, la zona è stata frequentata sin dal Mille avanti Cristo, quando da queste parti c’erano gli Umbri, seguiti poi dagli Etruschi di Sovana che salivano fin quassù per trarre il cinabro da cui ricavare il mercurio. Le due rocche che difendono il Monte Civitella sono di fondazione aldobrandesca, mentre la prima citazione del borgo è del 1216, quando la sua contea fu divisa in quattro parti.


Il nucleo più antico del paese, caratteristico per le sue ripide e tortuose viuzze, merita di essere esplorato a piedi. Al suo interno non si può mancare una visita almeno alla
chiesa di San Nicola antica ma più volte rimaneggiata, che conserva al suo interno una bella tela seicentesca di scuola senese; e a quella della Madonna del Rosario, che ospita vari dipinti del Cinque e del Seicento.
Dai resti della Rocca Silvana si ammira un bel panorama sull’abitato di Selvena e sulle varie miniere abbandonate, nonché sui boschi che rivesteno i fianchi del monte Civitella e delle altre alture della zona. Nel territorio di Castell’Azzara si trova anche Villa Sforzesca, un’imponente villa campestre costruita nel 1580 per volere del cardinale Alessandro Sforza. L’insieme, recentemente restaurato, conserva portali, stemmi, tracce di fortificazioni e affreschi e si trova nel punto in cui convergono le province di Siena, Grosseto e Viterbo. Intorno il paesaggio è ormai quello inconfondibile delle Crete.
La grotta del Sassocolato è un'altra interessante escursione: famosa per la grandezza e per le concrezioni calcaree (stalattiti e stalagmiti) ospita grandi colonie di Chirotteri o pipistrelli (12 specie diverse) che nel periodo estivo raggiungono complessivamente i 2000, 2500 individui. A causa delle alterazioni ambientali provocate dall'uomo, sono divenuti uno dei gruppi faunistici più minacciati, ciò denota come sia intatta la natura del luogo. Oltre a questa grotta ne esistono altre: La Buca delle Nottole, La Buca delle Capre, la Grotta del Monte Civitella, abitate anch'esse da colonie di pipistrelli.
Infine sono numerose nella zona e a breve distanza da Castell'Azzara le miniere di mercurio, molte delle quali sono visitabili. Tra le più importanti quelle del Siele, in località Diaccialetto lungo il fosso Siele, raggiungibile con una strada non asfaltata che parte dal bivio Terni sulla strada provinciale Santa Fiora-Castell'Azzara. In caso di interesse alle visite informarsi preventivamente circa giorni ed orari di apertura (Museo delle miniere di mercurio del monte amiata - Associazione Minatori per il Museo - piazza Garibaldi, 23-24 - Santa Fiora, Telefono e Fax: 0564.978226)
